Flashcard automatiche dalle tue lezioni
Le flashcard sono carte a domanda e risposta: si legge la domanda, si prova a rispondere a mente, poi si scopre la risposta. Ad Alessandria escono dalla lezione che hai caricato — qualche decina di carte per lezione — e si ripassano dentro l’app, con la risposta coperta finché non la scopri. Per l’esame ne esiste anche un mazzo che copre tutto il corso.
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Perché le flashcard funzionano
Rileggere gli appunti dà una sensazione di sicurezza che non corrisponde a niente: riconoscere una frase già letta è facilissimo, e il cervello scambia quel «l’ho già visto» per «lo so». All’esame però non ti viene chiesto di riconoscere: ti viene chiesto di tirare fuori.
Le flashcard costringono a fare esattamente quello. Domanda, silenzio, tentativo, e solo dopo la risposta. Il momento in cui non ti viene — quello fastidioso — è il momento in cui stai imparando; ed è anche l’unico modo affidabile di scoprire cosa non sai prima che te lo chieda qualcun altro.
Una carta che ti fa dire «ah già, certo» non ti ha insegnato niente: ti ha solo detto che avevi ragione. Le carte utili sono quelle che sbagli.
Come sono fatte le carte
Una flashcard fatta male è peggio di nessuna flashcard: se la risposta è un paragrafo, ripassarla vuol dire rileggere: siamo tornati al punto di partenza. Le carte che escono da qui seguono tre regole fisse.
- Una carta, un fatto. Se una risposta contiene un «e inoltre», diventa due carte. È la regola che fa la differenza fra un mazzo che si ripassa e uno che si abbandona.
- Risposta breve. Due frasi al massimo. Quando la risposta naturale sarebbe un elenco lungo, la domanda cambia forma: «quanti e quali sono…».
- Domanda autonoma. Deve capirsi da sola, senza sapere da che lezione viene, e avere una sola risposta giusta possibile. Niente domande da sì o no, niente domande di opinione.
E vale la regola di tutta Alessandria: nelle carte finisce solo quello che è stato detto a lezione. Le domande vengono dai tuoi appunti, non da un programma ministeriale o da una fonte esterna.
Il mazzo di una lezione e quello del corso
Ogni lezione ha il suo mazzo: qualche decina di carte, secondo quanto era densa. È quello che si ripassa la settimana stessa, quando la lezione è ancora fresca e serve solo fissarla.
Poi c’è il mazzo del corso, uno degli otto strumenti d’esame: un mazzo più grande, ricavato da tutte le lezioni insieme. Non è il mazzo della prima lezione allungato — ogni lezione del corso porta le sue carte, anche quella di metà novembre che nessuno si ricorda. Se le lezioni sono tante, il mazzo cresce: nessuna resta fuori.
È la differenza che si sente a giugno: un mazzo che copre il programma, non i tre argomenti che hai ripassato di più.
Come si ripassano
Apri il mazzo
I mazzi stanno nell’Archivio del corso, quello della lezione accanto a quello del corso intero. Si aprono dal browser, anche dal telefono.
Rispondi prima di guardare
Le carte si aprono con tutte le risposte coperte: è la parte che conta. Scopri la risposta solo dopo aver provato — anche solo mentalmente, anche solo per tre secondi.
Scopri tutto quando ripassi a raffica
C’è un comando per mostrare tutte le risposte insieme: serve quando non stai più verificando ma stai rileggendo il mazzo di corsa, per esempio nell’ora prima dell’orale.
Quando usarle, e con cosa alternarle
Le flashcard sono lo strumento della memoria: definizioni, autori, classificazioni, differenze fra concetti che si confondono. Non sono lo strumento del ragionamento — per quello ci sono il quiz a crocette, che ti mette davanti le alternative plausibili, e la simulazione d’esame, che chiede risposte aperte.
Un ripasso che funziona li alterna: le carte per fissare i fatti, il quiz per controllare se hai capito, la simulazione per allenare l’esposizione. Escono tutti dagli stessi appunti, quindi parlano della stessa lezione con parole diverse — che è esattamente quello che serve perché una cosa resti.
Dalla spiegazione alle carte
…l’emivita, che poi trovate scritto anche t con un mezzo a pedice, è il tempo che ci vuole perché la concentrazione plasmatica del farmaco si dimezzi. Dimezzi, eh, non si azzeri. E questo vi serve per due cose, ve le scrivo: per decidere ogni quanto si somministra, e per sapere quando si arriva allo stato stazionario, che grosso modo — grosso modo — è dopo quattro o cinque emivite. Quindi se un farmaco ha emivita di dodici ore, voi lo state dando due volte al giorno e allo stato stazionario ci arrivate in due giorni e mezzo circa…
Mazzo della lezione — 4 carte di esempio
Che cosa indica l’emivita di un farmaco? → Il tempo necessario perché la concentrazione plasmatica si dimezzi.
Dopo quante emivite si raggiunge indicativamente lo stato stazionario? → Dopo quattro o cinque emivite.
A quale decisione clinica serve l’emivita? → A stabilire l’intervallo fra due somministrazioni.
Con un’emivita di 12 ore, in quanto tempo si raggiunge lo stato stazionario? → Circa due giorni e mezzo.
Una carta per concetto, risposta di una riga, domanda che si capisce senza sapere da che lezione viene.
Esempio dimostrativo: la lezione qui sopra l’abbiamo scritta noi. Nessuna registrazione d’aula e nessun materiale di un docente vero finisce su questa pagina.
Domande sulle flashcard
Posso esportare le flashcard in Anki?
No. Le carte si ripassano dentro Alessandria, con la risposta coperta finché non la scopri: non c’è nessun file da scaricare, ed è una scelta. Il metodo è lo stesso — domanda, tentativo, risposta — ma il mazzo resta qui.
Quante carte escono da una lezione?
Qualche decina, in proporzione a quanto era densa la lezione. Il mazzo del corso, che è uno strumento a parte, è più grande e cresce se le lezioni sono molte: ogni lezione porta le sue carte.
Le domande vengono dal mio programma?
Vengono dai tuoi appunti, cioè da quello che è stato detto nelle lezioni che hai caricato. Non da fonti esterne e non da un programma standard: se un argomento a lezione non c’era, nel mazzo non c’è.
Posso ripassare dal telefono?
Sì. Alessandria si apre dal browser del telefono senza installare niente, e i mazzi stanno nell’Archivio del corso. Puoi aggiungerla alla schermata Home per ritrovarla come un’app.
Le carte tengono conto di quello che sbaglio?
No: il mazzo non si riordina da solo in base alle tue risposte. Le carte si scoprono una per una o tutte insieme, e sei tu a decidere su quali tornare.
Che differenza c’è con il quiz a crocette?
La flashcard chiede di tirare fuori la risposta dal nulla; il quiz a crocette la mette fra alternative plausibili e assegna un punteggio. Servono a due cose diverse: le carte per fissare i fatti, il quiz per verificare di aver capito.
Trasforma l’ultima lezione in un mazzo
Carica una registrazione e guarda che domande ne escono: sono quelle che non sapresti rispondere adesso.
Le prime due lezioni sono gratis. Non serve la carta di credito.