Per chi studia

Alessandria per studenti con DSA

Una lezione registrata diventa testo ordinato che puoi leggere come preferisci: carattere ad alta leggibilità, spazio più largo fra lettere e parole, testo più grande, temi chiari o scuri. Se leggere resta faticoso, ogni documento ha un comando per farselo leggere ad alta voce. Non è uno strumento compensativo certificato, ed è giusto saperlo prima.

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Il problema non è capire

Chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento all’università di solito ha già capito la lezione. Il problema è arrivarci: leggere costa fatica e tempo, prendere appunti mentre qualcuno parla chiede due cose insieme — ascoltare e scrivere — e quando la mano rallenta è l’ascolto che si interrompe.

Alla fine restano appunti pieni di buchi, ed è l’unica traccia rimasta: rileggerli non ricostruisce quello che manca, perché quello che manca non è mai stato scritto. Ed è il motivo per cui registrare la lezione, da solo, non basta: due ore da riascoltare sono un altro muro, non una scala.

La differenza fra una registrazione e un testo è che il testo si può percorrere: si salta, si torna indietro, si cerca una parola. Un audio si può solo riascoltare dall’inizio.

Dalla lezione al testo, senza scriverla tu

Carichi la registrazione — la tua o quella di un compagno — e Alessandria la riscrive per intero: non un riassunto, ma la lezione dal primo minuto all’ultimo. Poi da quel testo ricava gli appunti divisi per argomento e il glossario dei termini tecnici che il docente ha nominato, spiegati con il senso che avevano in quella lezione.

Il punto che conta per chi ha un DSA è che nessuno di quei passaggi chiede di scrivere sotto dettatura. In aula puoi ascoltare e basta. Il lavoro di trascrivere, che è quello che pesa di più, non ricade su di te.

Trovi tutto ordinato per corso e per lezione, e puoi cercare una parola per ritrovare il punto in cui è stata detta: quando non ci si ricorda dove stava una cosa, cercarla è molto meno faticoso che riscorrere pagine.

Come si legge, se leggere costa fatica

L’aspetto del testo si cambia dalle impostazioni, accanto al tema e alla lingua: non è una schermata avanzata da cercare.

  • Il carattere è già quello giusto. Tutta l’app è scritta in Atkinson Hyperlegible, un carattere disegnato apposta per l’alta leggibilità: le lettere che di solito si confondono fra loro — la b e la d, la I maiuscola e la l minuscola — sono disegnate diverse. Non è un’opzione da accendere: è il carattere di ogni schermata.
  • Alta leggibilità. Un interruttore che allarga lo spazio fra le lettere e fra le parole e alza l’interlinea. Serve a chi salta la riga o rilegge due volte la stessa: più aria fra le righe rende più difficile perderle.
  • Dimensione del testo. Tre taglie, piccolo, medio e grande, che valgono in tutta l’app.
  • Undici temi, chiari e scuri. Il bianco pieno abbaglia e affatica: se ti trovi meglio su un fondo caldo o su uno scuro, c’è. I colori sono scelti per restare leggibili anche a chi distingue male le tinte.

E non valgono solo per le schermate: la mappa concettuale, che è un documento a sé e si apre a schermo intero, nasce già con il tema, la taglia del testo e la spaziatura che hai scelto. Non si torna al bianco piccolo appena si apre un documento.

Farsi leggere le cose ad alta voce

Ogni documento dell’Archivio — la lezione scritta, gli appunti, il glossario — ha un comando per farselo leggere ad alta voce. Legge il browser, con la voce migliore che il tuo dispositivo ha per quella lingua: non serve installare niente né collegare un programma esterno.

Vale anche per la chat del corso: puoi dettare la domanda invece di scriverla, e farti leggere la risposta. Per chi scrive con fatica è la differenza fra fare una domanda e rinunciarci.

Ascoltare mentre si segue il testo con gli occhi è il modo in cui molti leggono meglio. Qui si può fare: il testo resta lì, la voce lo accompagna.

Ripassare a pezzi piccoli

Studiare su un blocco lungo di testo è la cosa che costa di più. Dalla stessa lezione escono anche forme corte: le flashcard, una domanda e una risposta di due righe; il quiz a crocette, dove la risposta va riconosciuta e non prodotta; la mappa concettuale, che mostra come stanno insieme i concetti senza chiedere di leggere un paragrafo per capirlo.

Sul corso intero ci sono poi la tabella di marcia, che divide il lavoro nei giorni che mancano all’esame, e il briefing di cinque minuti. Sono modi diversi di guardare la stessa lezione: chi fa fatica con uno di solito se la cava meglio con un altro.

Cosa non fa, detto prima

  • Non è uno strumento compensativo certificato. È un’app di studio con opzioni di leggibilità. Se il tuo ateneo deve riconoscere formalmente uno strumento, quello lo decide il servizio DSA dell’ateneo, non noi.
  • Non legge slide, PDF, immagini o dispense. Una lezione è un audio oppure un file di testo. Se il tuo materiale è un PDF, qui non entra.
  • Non esporta niente. Non c’è un pulsante per scaricare gli appunti in un altro programma di lettura, e le flashcard non si importano in Anki: si legge e si ripassa dentro Alessandria. L’unica uscita è la pubblicazione degli appunti su Notion.
  • Non si installa e non funziona senza rete. È un sito: si apre dal browser del computer o del telefono, e serve la connessione.
  • Non si inventa niente. Negli appunti finisce quello che è stato detto a lezione: se un argomento a lezione non c’era, qui non compare.

Le prime due lezioni sono gratis e non serve la carta di credito: il modo giusto di capire se questa forma di studio ti serve è provarla su una lezione vera tua, non fidarti di questa pagina.

La stessa lezione, in una forma che si può leggere

Quello che si sente

…allora, la mitosi. Ve la divido in quattro fasi, poi ci torniamo. Profase: la cromatina si condensa, si vedono i cromosomi, e intanto — intanto, eh — si sfalda l’involucro nucleare. Metafase: tutti i cromosomi si mettono in fila in mezzo alla cellula, quella riga lì la chiamiamo piastra metafasica. Anafase, e qui succede la cosa importante: i cromatidi fratelli si separano e vanno uno da una parte e uno dall’altra. Telofase, si rifà l’involucro attorno ai due gruppi e la cellula si strozza in mezzo. Quattro fasi. Quello che dovete ricordare è che alla fine avete due cellule identiche alla madre, identiche, non è la meiosi…

Quello che ne esce

La mitosi — le quattro fasi

Profase: la cromatina si condensa in cromosomi visibili; l’involucro nucleare si dissolve.

Metafase: i cromosomi si allineano al centro della cellula, sulla piastra metafasica.

Anafase: i cromatidi fratelli si separano e migrano ai poli opposti.

Telofase: si riforma l’involucro nucleare attorno ai due gruppi; la cellula si divide.

Punto sottolineato a lezione: al termine si ottengono due cellule identiche a quella di partenza. Non è la meiosi.

Righe corte, una per fase, con i termini in evidenza. Questo testo si può ingrandire, allargare o farsi leggere ad alta voce.

Esempio dimostrativo: la lezione qui sopra l’abbiamo scritta noi. Nessuna registrazione d’aula e nessun materiale di un docente vero finisce su questa pagina.

Domande di chi ha un DSA

Il carattere ad alta leggibilità va acceso?

No: Atkinson Hyperlegible è il carattere di tutta l’app, sempre. Quello che si accende dalle impostazioni è la modalità ad alta leggibilità, che aggiunge spazio fra lettere e parole e alza l’interlinea, e la dimensione del testo fra tre taglie.

Posso farmi leggere gli appunti invece di leggerli?

Sì. Ogni documento dell’Archivio ha un comando per farselo leggere ad alta voce, e la chat del corso si può sia dettare sia ascoltare. La voce è quella del tuo dispositivo: non c’è niente da installare.

Posso usare la registrazione di un compagno?

Sì, purché tu abbia il file. Alessandria non registra la lezione al posto tuo: parte da un audio (anche un Memo Vocale dell’iPhone) o da un file di testo.

Vale come strumento compensativo?

Non lo dichiariamo, perché non spetta a noi: il riconoscimento formale di uno strumento lo dà il servizio DSA del tuo ateneo. Quello che possiamo dire è cosa fa l’app, che è quello che c’è scritto in questa pagina.

Posso portare gli appunti nel programma di lettura che uso già?

No. Non c’è nessun pulsante per scaricare, ed è una scelta: appunti, mappe e flashcard si leggono dentro Alessandria. L’unica eccezione è la pubblicazione degli appunti di una lezione su Notion.

Le impostazioni di lettura mi seguono sul telefono?

No: tema, dimensione del testo e alta leggibilità restano nel dispositivo su cui le hai scelte, come la lingua dell’app. Sul telefono vanno rifatte una volta, e poi restano.

Provalo su una lezione vera

Carica una registrazione che hai già e guarda com’è la stessa lezione quando si può leggere, ingrandire e ascoltare.

Le prime due lezioni sono gratis. Non serve la carta di credito.