Trascrivere una lezione universitaria
Trascrivere una lezione vuol dire trasformare in testo quello che è stato detto in aula. Con Alessandria si carica la registrazione dal browser — anche quella fatta con il telefono — e un’ora di lezione diventa testo in meno di tre minuti. La trascrizione però è solo il primo passo: da lì escono gli appunti ordinati, il glossario, la mappa concettuale, i quiz e le flashcard.
Aggiornata il
Trascrizione, sbobina e appunti sono tre cose diverse
La trascrizione è quello che è stato detto, messo per iscritto: parola per parola, comprese le esitazioni e le frasi lasciate a metà. La sbobina è la stessa lezione riscritta perché si possa leggere — punteggiatura, paragrafi, un ordine. Gli appunti sono l’ultimo gradino: quello che serve ricordare, diviso per argomento, con i passaggi che contano in evidenza.
La confusione fra questi tre nomi è il motivo per cui tanti strumenti di trascrizione deludono. Restituiscono la prima cosa e la chiamano come la terza: un muro di parole, tecnicamente corretto e praticamente illeggibile.
Una trascrizione fedele non è materiale di studio: è materia prima. Serve che qualcuno ci lavori sopra — ed è quello che succede qui subito dopo.
Che cosa si può caricare
Registrazioni audio nei formati mp3, m4a, wav, ogg, opus, flac e aac. Ci sono dentro i Memo Vocali dell’iPhone e le registrazioni dell’app di Android: sono i due modi in cui, di fatto, viene registrata la quasi totalità delle lezioni.
Va bene anche un file di testo .txt, se la lezione ce l’hai già scritta o trascritta altrove: in quel caso la trascrizione si salta e si passa direttamente al resto. Slide, PDF, immagini e video non si caricano: una lezione qui è un audio oppure un testo, e questo è un limite dichiarato, non una dimenticanza.
Una registrazione lunga non va tagliata a mano. Le lezioni da due o tre ore si caricano intere, come sono uscite dal telefono, e il file resta uno solo anche dall’altra parte.
Come si trascrive, passo per passo
Apri Alessandria e scegli il corso
Si apre dal browser, del computer o del telefono: non c’è niente da installare e non c’è nessuna chiave da procurarsi. Il corso è il contenitore: tutto quello che carichi dentro resta lì, lezione dopo lezione.
Carica la registrazione
Trascini il file, o lo scegli dalla memoria del telefono. Da Android puoi anche mandarla ad Alessandria dal menu «Condividi» della app di registrazione, senza passare per la schermata di caricamento.
Guarda mentre lavora
Un’ora di lezione diventa testo in meno di tre minuti. La trascrizione compare per prima e viene salvata subito: da quel momento è tua, e resta lì anche se qualcosa più avanti va storto. Poi il lavoro prosegue da solo con gli appunti, il glossario e il resto.
La pagina va lasciata aperta fino alla fine: il lavoro arriva al tuo browser mentre procede. Puoi usare altre schede, basta non chiudere quella di Alessandria.
Le tre cose che decidono com’è la trascrizione
Nessuno strumento può scrivere una parola che sul file non c’è. Quello che entra decide quello che esce, e tre accortezze da niente cambiano il risultato più di qualunque impostazione.
- La distanza. Un banco nelle prime file vale più di qualsiasi altra cosa. Se il telefono sta in fondo all’aula registra il brusio dei compagni, che è vicino, e non il docente, che è lontano.
- Il telefono in vista. Dentro lo zaino o sotto un quaderno l’audio arriva ovattato. Sul tavolo, con il microfono libero, basta e avanza: non serve un registratore dedicato.
- Il microfono giusto. Se il docente ha un microfono e la lezione viene diffusa dagli altoparlanti, registra da lì. Se la lezione è online, registra il suono del computer invece di puntare il telefono verso le casse.
Sui nomi propri vale la pena sapere una cosa in anticipo: gli autori, i farmaci e i termini stranieri pronunciati di sfuggita sono la parte più fragile di ogni trascrizione automatica, ovunque. Quando un nome resta incerto, negli appunti finisce segnalato come pronunciato, non sostituito da un nome che suona bene.
Cosa succede dopo la trascrizione
Qui la trascrizione non è il traguardo, è il minuto zero. Dallo stesso file, senza che tu debba chiedere niente, escono la sbobinatura della lezione intera, gli appunti divisi per argomento, il glossario dei termini tecnici, la mappa concettuale, la linea del tempo, i quiz e le flashcard.
Quando le lezioni caricate diventano molte, gli strumenti d’esame smettono di guardare la singola lezione e leggono il corso intero: super-riassunto, simulazione d’esame, quiz a crocette, mappa del semestre, linea del tempo del corso, flashcard, tabella di marcia e briefing.
Tutto resta ordinato per corso e per lezione, e si ritrova cercando una parola. È la differenza fra avere venti trascrizioni in una cartella e avere un corso.
Quando la trascrizione automatica basta da sola
Vale la pena dirlo: non sempre serve uno strumento come questo. Se devi ritrovare una frase dentro una registrazione di dieci minuti, la dettatura automatica che hai già nel telefono fa il suo lavoro e non costa niente. Lo stesso per un seminario che ascolti una volta e non riguarderai mai più.
La differenza si sente sui corsi: venti lezioni da due ore, la stessa forma per tutte, ritrovabili a novembre come a giugno. È lì che un muro di parole senza titoli diventa un problema — e che una trascrizione grezza, da sola, non basta più.
Dal parlato al testo, senza perdere pezzi
…quindi, dicevamo, l’elasticità, eh… l’elasticità della domanda al prezzo. Che poi è un rapporto, no?, fra due variazioni percentuali. Quella della quantità domandata sopra… scusate, diviso quella del prezzo. E allora quando viene maggiore di uno in valore assoluto — in valore assoluto, mi raccomando, perché il segno è quasi sempre negativo e non ci dice niente di nuovo — noi diciamo che la domanda è elastica. Pensate ai voli per le vacanze: se aumentano del dieci per cento, la gente ci rinuncia, va da un’altra parte, sposta la data. Il pane no. Il pane lo comprate lo stesso…
Elasticità della domanda al prezzo
L’elasticità della domanda al prezzo è il rapporto fra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo.
Si legge in valore assoluto: il segno è quasi sempre negativo e non aggiunge informazione. Quando il valore assoluto è maggiore di 1 la domanda si dice elastica.
Domanda elastica — i voli per le vacanze: a un aumento del prezzo si rinuncia, si sposta la data o si sceglie un’altra meta.
Domanda rigida — il pane: la quantità acquistata cambia poco al variare del prezzo.
Esempio dimostrativo: la lezione qui sopra l’abbiamo scritta noi. Nessuna registrazione d’aula e nessun materiale di un docente vero finisce su questa pagina.
Domande sulla trascrizione
Quanto tempo ci vuole per trascrivere un’ora di lezione?
Meno di tre minuti. Dopo la trascrizione il lavoro prosegue da solo con gli appunti, il glossario, la mappa concettuale, i quiz e le flashcard, e anche quelli si vedono comparire uno dopo l’altro.
Che formati audio accetta?
mp3, m4a, wav, ogg, opus, flac e aac, compresi i Memo Vocali dell’iPhone e le registrazioni di Android. Si può caricare anche un file di testo .txt. PDF, slide, immagini e video non si caricano.
Devo tagliare le registrazioni lunghe?
No. Una lezione da due o tre ore si carica intera, come esce dal telefono: non c’è nessun file da spezzare a mano e il risultato resta un documento solo.
In che lingua esce la trascrizione?
Nella lingua in cui è stata tenuta la lezione. L’interfaccia invece la scegli tu fra sei lingue: italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese e cinese.
Posso trascrivere direttamente dal telefono?
Sì. Alessandria si apre dal browser del telefono senza installare niente, e la registrazione si carica da lì. Su Android puoi mandarla anche dal menu «Condividi». Puoi aggiungere Alessandria alla schermata Home per ritrovarla come un’app.
La trascrizione resta salvata?
Sì, viene salvata appena è pronta e resta nel corso insieme a tutto il resto. Puoi ritrovarla in ogni momento e cercarci dentro una parola.
Serve una connessione veloce?
Serve una connessione, perché il lavoro non avviene sul tuo telefono. Il file viene caricato una volta sola: dopo, quello che arriva indietro è testo, cioè pochissimo.
Prova con una registrazione che hai già
Non serve registrare una lezione nuova: prendi l’ultima che hai nel telefono e guarda cosa ne esce.
Le prime due lezioni sono gratis. Non serve la carta di credito.