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Come organizzare la sessione d’esami

Una sessione non si perde studiando male: si perde decidendo male quanti esami dare e in che ordine. Il piano si costruisce al contrario — prima le date degli appelli, poi i giorni che restano davvero, e solo alla fine quanti esami ci stanno dentro. Tre preparati valgono più di cinque cominciati.

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Cinque materie aperte, e ogni scelta sembra sbagliata

Hai il calendario degli appelli aperto in una scheda e le materie nell’altra. Se ci provi con tutte, arrivi a metà su ognuna. Se ne lasci fuori una, la regali alla sessione dopo, che è già piena di suo. E qualunque cosa decidi, la decidi senza sapere quanto ci vuole davvero per ciascuna: è lì che nasce l’ansia, non nello studio.

La risposta breve, prima di tutto il resto. Il piano si costruisce al contrario di come viene istintivo: non si parte da «quanti esami voglio dare» sperando che ci stiano, si parte dalle date degli appelli, si contano i giorni che restano davvero e solo alla fine si decide quanti esami ci entrano. Quasi sempre sono meno di quelli che avevi in testa, e saperlo il primo giorno costa dieci minuti di conti; scoprirlo a metà sessione costa settimane.

Se le lezioni le hai registrate, caricarle su Alessandria è il modo più corto per vedere quanto programma c’è prima di decidere.

Prima si contano i giorni, poi si decide

Il calendario mente. Fra il primo appello e l’ultimo c’è un mese di caselle, ma i giorni in cui puoi studiare davvero sono molti meno: vanno tolti i giorni d’esame, il giorno dopo ciascuno e le ore già impegnate fra lavoro e spostamenti. Quello che resta è il numero vero.

  1. Conta i giorni veri

    Cancella dal mese i giorni d’esame e quelli subito dopo, togli le ore già prese. Il numero che resta è il tuo budget, e non si allarga per quanto ci pensi sopra.

  2. Stima il costo di ogni esame

    Quanti giorni pieni ti servono per arrivarci preparato — non per presentarti, per passarlo. Se non lo sai stimare è perché non sai quanto programma c’è: quello si guarda prima.

  3. Somma, e guarda la differenza

    Se la somma supera il budget, non ci stanno. Non è pessimismo, è aritmetica: puoi muovere quanti esami porti, non quanti giorni ha il mese.

Perché i piani della sessione saltano quasi sempre

  • Non hanno vuoto dentro. Un piano che occupa ogni giorno disponibile si rompe al primo imprevisto: la febbre, il capitolo più lungo del previsto, l’appello spostato. Il ritardo non ha dove andare, e da lì slitta tutto.
  • Partono da tutte le materie insieme. Studiare un po’ di tutto sembra prudente ed è il modo più rapido per arrivare a metà su ognuna. E a metà non si passa niente.
  • Non contano il giorno dopo l’esame. Il giorno dopo un esame sei stanco: va messo nel piano prima, non recuperato dopo.
  • Rimandano la decisione. Il momento peggiore per capire che un esame non ci sta è quando ci hai già speso una settimana.

In che ordine metterli, e come si dividono i giorni

L’ordine te lo detta il calendario solo in parte. Fra due esami vicini va davanti quello che ti serve per capire l’altro: due materie legate, studiate nell’ordine sbagliato, costano il doppio. A parità, davanti quello che conosci meglio — il primo esame passato cambia il tono della sessione.

Sulla divisione dei giorni la regola è una sola: una materia per volta fino a chiuderla, più mezz’ora al giorno su quella già chiusa. Quelle mezz’ore non sono ripasso di lusso: impediscono alla prima materia di evaporare mentre studi la terza. E gli ultimi giorni prima di ogni esame restano esclusivi — nessun’altra materia, e si smette di leggere: si risponde a voce a domande pescate a caso.

Quando non si arriva, come si taglia

Prima o poi il conto non torna e il taglio va fatto: la domanda non è se, ma quale. Si toglie l’esame che ha l’appello successivo più vicino e che non blocca nient’altro, non quello che ti piace di meno. E si toglie subito: i giorni che liberi tornano nel piano solo se la decisione arriva presto.

Un esame tolto il primo giorno non è perso, è spostato. Un esame lasciato dentro e mai preparato, invece, è tempo bruciato su tutti gli altri: tre preparati valgono più di cinque cominciati.

Sapere quanto programma c’è, prima di impegnarci tre settimane

Il punto debole di tutto questo è la stima: quanti giorni costa una materia non lo sai finché non ci sei dentro. Alessandria serve a guardarci prima. Carichi le registrazioni e ti tornano la lezione scritta per intero, gli appunti ordinati, il glossario, la mappa concettuale, la linea del tempo, i quiz e le flashcard.

Sul corso intero ci sono gli strumenti d’esame, che leggono tutte le lezioni insieme: super-riassunto, simulazione d’esame, quiz a crocette, mappa semestrale, linea del tempo del corso, mazzo di flashcard e tabella di marcia verso l’esame. È un sito: si apre dal browser del telefono o del computer, niente da installare.

E cosa non fa, detto per primi da noi. Non pianifica la sessione al posto tuo: non conosce le date dei tuoi appelli, non tiene un calendario e non manda promemoria. Una lezione è una registrazione audio oppure un file di testo: slide, PDF, immagini e video non li legge. E non esporta niente — si legge e si ripassa dentro Alessandria, senza pulsante per scaricare.

Le prime due lezioni si provano senza carta di credito, e bastano per capire se il conto della tua sessione torna.

I tre appelli che si accavallano

La sessione vera non somiglia mai al calendario ideale: tre appelli si accavallano, due cadono nella stessa settimana, e a un certo punto tocca decidere quale sacrificare. Quella decisione la prendi comunque: la prendi il giorno zero, con la testa lucida, oppure la prende il calendario al posto tuo a metà mese, quando hai già speso una settimana sull’esame che poi lascerai indietro. Cambia solo se lo paghi scegliendo o subendo.

Le ore della sessione le spendi in ogni caso. Alessandria costa 6,49 € al mese, che scendono a 5,99 € con il trimestrale e a 3,99 € con l’annuale, e in ogni piano c’è tutto — meno di quanto costa scoprire a metà sessione che un esame non ci stava.

La stessa sessione, pianificata in due modi

Il piano che salta

Quattro esami in trentadue giorni: il 12, il 19, il 26 e il 4. Comincio studiando un po’ di tutto, così non resto indietro con nessuno. Al giorno dieci sono al sessanta per cento su due materie e al venti sulle altre due. Il primo esame va così così, lo do lo stesso. Il giorno dopo non riesco a ripartire. Al giorno diciotto capisco che il terzo non ci sta, ma ci ho già speso otto giorni. Finisco la sessione con un esame passato e tre settimane consumate. — Il guasto è al giorno uno: quattro esami non ci stavano, e si poteva sapere in dieci minuti.

Lo stesso mese, contato prima

Giorno 0 — l’aritmetica, su un foglio

32 giorni sul calendario, meno 4 giorni d’esame e 4 giorni dopo, meno 3 di lavoro: 21 giorni veri. Costo stimato dei quattro esami: 8+7+6+5 = 26. Non ci stanno. Ne restano tre.

Giorno 0 — quale si toglie, e con che criterio

Via quello che ha l’appello successivo fra sei settimane e non blocca nulla. I suoi 5 giorni tornano nel piano, non evaporano.

Giorni 1–11 — a blocchi, con mezz’ora di ripasso

Una materia per volta fino a chiuderla, più mezz’ora al giorno sulla precedente. Un giorno dichiarato vuoto al giorno 6: è il posto dove finirà il ritardo che ci sarà.

Ultimi 3 giorni prima di ciascun esame — esclusivi

Nessun’altra materia, e si smette di leggere: si risponde a voce a domande pescate a caso.

Tre esami invece di quattro, e tre passati invece di uno. La differenza non è stata nello studio: è stata in dieci minuti di aritmetica fatti il giorno zero invece che il giorno diciotto.

Esempio dimostrativo: la sessione, i corsi e le date qui sopra le abbiamo inventate noi a tavolino. Non sono di nessuno studente reale e non corrispondono agli appelli di nessun ateneo.

Domande sull’organizzazione della sessione

Quanti esami si possono dare in una sessione?

Non c’è un numero giusto: c’è il numero che entra nei giorni che hai davvero. Conta i giorni disponibili, stima quanti giorni pieni costa ogni materia e somma. Se la somma sfora, ne stai portando uno di troppo — e conviene saperlo il primo giorno, quando spostarlo non costa quasi niente.

Cosa faccio se capisco che non arrivo a preparare tutti gli esami?

Tagli, e tagli presto. Si toglie l’esame che ha l’appello successivo più vicino e che non è il presupposto di nessun altro, non quello che ti piace di meno. I giorni liberati tornano nel piano solo se decidi presto: più avanti sono già spesi, e resta una materia cominciata e nessuna finita.

Alessandria può pianificarmi la sessione?

No. Non conosce le date dei tuoi appelli e non tiene un calendario. Quello che fa è farti vedere quanto programma c’è: sul corso intero ci sono strumenti che leggono tutte le lezioni insieme, fra cui un super-riassunto e una tabella di marcia verso l’esame. La stima dei giorni resta tua, ma la fai guardando invece che a occhio.

Guarda quanto programma hai davanti

Carica le lezioni del corso e vedi cosa c’è dentro davvero: la lezione scritta per intero, gli appunti per argomento e gli strumenti che leggono il corso tutto insieme.

Due lezioni gratis per provare, e nessuna carta da inserire.